Grano contaminato solo 8 tipi di pasta sono completamente italiane

grano contaminato



La pasta di grano è uno dei piatti per eccellenza a cui nessun italiano sa rinunciare. Ma controlliamo sempre la provenienza?

Ci reputiamo esperti nella scelta della pasta e di altri prodotti italiani ma leggere le etichette è l’unico modo per effettuare un acquisto consapevole.

Infatti non tutta la pasta è 100% italiana ma viene lavorata a partire da grano importato da Canada e Stati Uniti.

Il grano proveniente dall’estero però è contaminato da glifosato e altre sostanze, in quanto la regolamentazione non è la stessa prevista dall’UE.

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Grano duro importato: un pericolo

In molti hanno messo in guardia sulla contaminazione del grano importato da Canada e Stati Uniti.

Secondo la coldiretti:“Attualmente l’Italia può contare su un milione e 350mila ettari di coltivazioni di grano duro che con un aumento di altri 220mila ettari sarà in grado di garantire una raccolta in grado di sostituire le importazioni dal Canada – spiega la Coldiretti – con una produzione aggiuntiva di mezzo miliardo di chili di pasta con grano 100% italiano”.

Detto in altre parole un pacco di pasta su sei prodotto nel nostro Paese era ottenuto con materia prima canadese.

Anche il parlamentare del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri ha messo in guardia gli italiani sulla pericolosità della pasta prodotta da grano estero scrive questo su FB

Sapete benissimo che l’alimento base dell’alimentazione degli italiani è la PASTA secca, prodotto ottenuto dall’impasto e dal successivo essiccamento di semola di grano duro ed acqua, che è anche uno degli prodotti italiani più apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. Ma il nostro alimento più amato ha due grossi e pericolosi nemici:

 GLIFOSATO

L’Italia è il primo produttore di grano duro dell’Unione Europea ma, per diversi motivi, non riesce a raggiungere l’autosufficienza negli approvvigionamenti e quindi siamo costretti a importare la materia prima dall’estero. In particolar modo dal Canada, che è il primo fornitore di grano duro per l’industria alimentare italiana. Ed il problema è che le basse temperature delle terre canadesi non consentono una maturazione naturale del grano che, per espletare il suo ciclo colturale, ha bisogno di essere irrorato con massicce dosi di glifosato, ovvero l’erbicida più usato nel mondo e inserito dallo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, facente parte dell’Oms, nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” (gruppo 2A).

 ALTA TEMPERATURA DI ESSICCAZIONE

La tecnica di produzione è abbastanza lunga e si compone di diverse fasi, di cui una delle più importanti è quella dell’essiccazione. L’essiccazione ad alta temperatura (>90°C) comporta una netta riduzione dei tempi di essiccazione e quindi una maggior produttività e minori costi. Una pasta essiccata ad alte temperature, però, ha sì un ottimo comportamento in cottura, ma le elevate temperature raggiunte durante l’essiccazione (che possono superare anche i 115°C) deteriorano, tra le altre cose, anche la struttura del glutine, provocando una minore digeribilità e una conseguente irritabilità per l’intestino.

Ecco svelato l’arcano: la “moderna” pasta italiana non scuoce mai perché viene ‘precotta’ a 115-120°C. Ma questo processo fa sì che il prodotto cambi colore e perda sapore.
Il confronto nell’immagine evidenzia la netta differenza.

La scelta della pasta da consumare è fondamentale per cercare di ridurre i rischi per la nostra salute. Dovremmo sempre orientarci su un prodotto locale, biologico, magari di grani antichi, trafilato in bronzo ed essiccato a basse temperature.

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La pasta che mangiamo è davvero 100% italiana?

Il Salvagente ha svolto un’inchiesta dal titolo “La verità sulla pasta italiana” che ha messo in luce la contaminazione da glifosato e micotossine del grano estero.

Se il grano utilizzato è italiano non dovremmo trovare contaminazione da glifosato visto che le condizioni atmosferiche del nostro paese permettono una coltivazione senza pesticidi.

Con la collaborazione di Striscia la Notizia hanno analizzato diversi tipi di pasta in un laboratorio certificato. Il risultato purtroppo è che quello che mettiamo in tavola non è così salutare come pensiamo.

Nella pasta analizzata si trovano diversi fitofarmaci che creano un effetto cocktail (anche se le quantità sono al di sotto del limite di legge). Altro dato emerso dalle analisi è che il grano utilizzato non è italiano.

Ventidue le paste esaminate e tra queste troviamo sicuramente dei marchi migliori ma altrettanti marchi bocciati.

Premiamo i vincitori: De Cecco, De Cecco integrale, Voiello 110% grano aureo, La Molisana, Rummo, Alce Nero Bio, Garofalo integrale, Coop Bio.

Per legge i produttori di pasta e riso devono indicare la provenienza del grano in etichetta, così sarete agevolati nella scelta del Made in Italy.

fonte: oltre.tv